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CONCORSO NOTARILE D.D. 10.4.2008
Tracce estratte
Diritto Civile INTER VIVOS
I fratelli Tizio, Caio e Filano, cittadini italiani, sono comproprietari dei fondi Tuscolano, Appio e Laurentano, con sovrastanti fabbricati, per averli acquistati, in regime di separazione, in parti uguali ed indivise, con atti di compravendita nel 1999 il primo, nel 2000 il secondo e nel 2001 il terzo. Sono inoltre comproprietari dell’azienda - ricevuta dal padre per successione apertasi nel 2005 e di cui fa parte il relativo opificio - gia’ concessa in affitto a Sempronio, avente ad oggetto la produzione e vendita di fuochi d’artificio.
Detti germani hanno ricevuto, dalla stessa successione, anche la quota dell’unico socio accomandatario di una S.a.s., avente ad oggetto attivita’ agricola ed il cui contratto sociale permette la libera trasferibilita’ mortis causa.
Una piccola porzione del fondo Tuscolano e’ stata occupata, senza autorizzazione, da una costruzione realizzata dal terzo confinante; su altra porzione e’ stata posta, del pari senza alcuna autorizzazione dei legittimi proprietari, una casa-mobile privata delle ruote ed ancorata al suolo. Inoltre il fondo Laurentano e’ stato percorso dal fuoco nel 2002; la societa’ ha altri 2 soci accomandanti; Tizio si esprime esclusivamente in un dialetto non conosciuto dal Notaio.
I 3 comproprietari hanno presentato la dichiarazione di successione e vorrebbero che Caietto, unico figlio di Caio, divenga unico proprietario della quota della S.a.s., mentre, non avendo deciso in ordine agli altri beni, chiedono al Notaio di procedere a sorteggio, in quanto hanno preventivamente individuato le masse da sorteggiare, costituite, la prima, dai fondi Tuscolano, Appio e Laurentano e, la seconda, dall’azienda.
Il candidato, assunto il nome di Romolo Romani, con studio in Roma, via Girolamo Induno 1, rediga l’atto piu’ rispondente alla volonta’ manifestatagli, giustifichi la soluzione adottata, illustri gli istituti giuridici attinenti e specifichi quali documenti dovra’ chiedere alle parti per la stipula, nonche’ quali controlli ed adempimenti dovra’ curare, tenendo presente che nessun’altra formallita’, oltre quella indicata, e’ stata osservata dalle parti.
Diritto Civile MORTIS CAUSA
TIZIO, cittadino straniero che parla italiano, coniugato con TIZIA, cittadina italiana, entrambi residenti in Italia, genitori di TIZIETTO e TIZIETTA, cittadini italiani, residenti all’estero, intende disporre per testamento pubblico del suo intero patrimonio come segue:
1) lasciare alla moglie TIZIA il credito vantato dallo stesso TIZIO nei confronti del proprio datore di lavoro per il pagamento del trattamento di fine rapporto e gli eventuali ulteriori crediti derivanti dal rapporto di lavoro;
2) lasciare al figlio TIZIETTO la casa in Roma, ove vive con la moglie, acquistata in comproprieta con il di lui fratello MEVIO;
3) lasciare alla figlia TIZIETTA il palazzo nobiliare di Milano, nel quale dovrà essere consentito che continuino a tenersi le periodiche riunioni dell’associazione “DIMORE AVITE”;
4) lasciare alla fedele domestica SERVIA il quadro di Cascella di sua proprietà sito nel palazzo di Milano, a tacitazione dei crediti lavorativi da questa vantati;
5) lasciare all’amico SEMPRONIO i gioielli che si trovano nella cassaforte di famiglia;
6) lasciare a TIZIETTO i titoli obbligazionari depositati presso la Banca Alfa Spa, ove esistenti al momento dell’apertura della successione;
7) lasciare all’amico FILANO l’automobile d’epoca, a condizione che interrompa ogni frequentazione con Caio, che l’ha gravemente offeso.
TIZIO dichiara al Notaio di volere regolare la propria successione secondo la legge italiana.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani con studio in Roma, Via Inuno n. 1, nel presupposto che il testatore si adegui alle norme imperative di legge, riceva il testamento in forma pubblica.
Motivi, dapprima, le soluzioni adottate e illustri, quindi, gli argomenti teorici coinvolti nella soluzione del caso, tra cui il diritto di scelta della legge applicabile alla successione e il diritto di abitazione del coniue superstite.
Diritto COMMERCIALE
Stante l’inerzia dell’organo amministrativo,il presidente del collegio sindacale della Zeta S.P.A., con capitale sociale di euro 200.000,00 ha autonomamente convocato l’assemblea della predetta societa’ per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
1) Approvazione del progetto di fusione per incorporazione della Gamma S.P.A. e della Beta S.R.L. nella Zeta S.P.A.; 2) Modifiche statutarie aventi ad oggetto:trasferimento della sede sociale in altro Comune; modifica della denominazione sociale; possibilita’ di emettere, in ipotesi di aumento del capitale, categorie speciali di azioni dotate di particolari diritti amministrativi con automatica conversione in azioni ordinarie in caso di loro trasferimento a terzi da parte del sottoscrittore.
2) L’amministratore unico della Zeta S.P.A., Tizio, informa il notaio che e’ pendente un prestito obbligazionario convertibile non ancora scaduto; precisa, altresi’, che i soci intendono rinunciare ai termini di cui agli artt. 2501ter e 2501septies c.c. Precisa che il progetto di fusione e’ stato depositato, ma non ancora iscritto. Chiede, pertanto, se queste ultime circostanze, sconosciute alla Gamma S.P.A. ed alla Beta S.R.L., possano inficiare il procedimento di fusione.
Sono presenti tutti i soci; il solo Tizio, nudo proprietario della partecipazione azionaria di cui Caio ha l’usufrutto, non intende rinunciare ai termini suddetti.
Sono presenti anche tutti i sindaci.
Il candidato,assunte le vesti del notaio Romolo Romani in Roma, con studio in via Induno n. 1, rediga il verbale richiesto, tenuto conto che i soci manifestano la volonta’ di adeguarsi ad eventuali suggerimenti dallo stesso proposti e, dopo aver adeguatamente motivato le soluzioni adottate, tratti in parte teorica degli istituti relativi al caso proposto, soffermandosi sulle modifiche al progetto di fusione apportabili in sede di delibera.
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Tracce NON estratte
Tracce di diritto civile MORTIS CAUSA
Tizio muore lasciando a sé superstiti la moglie Caia, con la quale aveva vissuto in regime di comunione legale, e i tre figli Tizietto, Caietto e Sempronio. Quest’ultimo, senza figli, ha rinunciato all’eredità. Caietto muore due giorni dopo la morte del padre, lasciando a sé superstiti i figli Mevia e Mevio. Al momento della apertura della successione, Tizio era senza debiti e risultava proprietario di un immobile in Roma del valore di euro 90.000,00, dallo stesso acquistato in corso di matrimonio a seguito di permuta con un immobile pervenutogli per donazione, permuta stipulata con atto cui ha partecipato la moglie Caia e nel quale non è stata resa da alcuno l’attestazione della provenienza personale del bene permutato. Qualche giorno prima di morire, Tizio ha venduto al cognato Terzo (fratello della moglie) altro immobile in Milano, anch’esso del valore di euro 90.000,00.
Proposta da Tizietto, Mevia e Mevio domanda di riduzione della donazione dissimulata nell’atto di compravendita stipulata da Tizio con Terzo, quest’ultimo, con sentenza passata in giudicato, è stato condannato a restituire il bene in favore dei legittimari attori in reintegrazione della loro quota di riserva.Tizietto, vedovo, noto scrittore, cieco e in grado di sottoscrivere solo con mano guidata, si presenta dal notaio Romolo Romani, cui dichiara di voler fare testamento disponendo:
1) delle sostanze provenienti dalla eredità di Tizio, a favore dei suoi unici figli Sempronietta e Sempronietto. Tizietto precisa, a questo riguardo, che è sua intenzione indicare esattamente in atto i diritti di cui dispone;
2) 2)del diritto di autore sulle di lui opere letterarie a favore dell’amico Filano;
3) della somma di euro 20.000,00 a favore di Martino, nonostante lo stesso sia stato condannato per aver tentato di uccidere Caia;
4) della proprietà della casa al mare nell’isola di Ponza a favore dell’amica Martina, precisando che detto immobile è stato da lui acquistato in comproprietà con l’amico Calpurnio;
5) della casa a Latina a favore del fratello Sempronio, con l’obbligo di conservarla e trasferirla, alla sua morte, a favore dei nipoti Mevia e Mevio.
Tizietto dichiara infine che, con testamento pubblico ricevuto dal notaio Enotrio Enotri di Roma, ha unicamente legato alla stessa amica Martina la sua collezione di libri antichi, precisando che, in tale testamento, ha dichiarato di non essere in grado di sottoscrivere, pur essendo all’epoca vedente ed effettivamente in grado di sottoscrivere. Chiede, pertanto, al notaio Romolo Romani di rassicurarlo sulla efficacia del testamento in parola, manifestandogli comunque la sua perdurante intenzione di legare la predetta collezione all’amica Martina.
Assunte le vesti del notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via Arenula n. 1, il candidato individui i beni di cui Tizietto può disporre e riceva il testamento secondo le di lui volontà. Tratti nella parte teorica gli istituti di pertinenza implicati nella fattispecie sottopostagli.
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Tizio, divorziato, senza figli ed ascendenti, si rivolge al notaio Romolo Romani con studio in Roma, via Induno n. 1, rappresentando la volontà di disporre per testamento del suo patrimonio.
In proposito dichiara di voler:
1) lasciare alla sua convivente Debora, di nazionalità slovacca, il diritto di abitazione sull’appartamento sito in Roma alla via Condotti n. 35 nel quale vive con essa da molti anni, sempre che la convivenza non sia cessata prima della sua morte;
2) lasciare al nipote Paolo, figlio della sorella Paolina, iscritto alla facoltà di biologia presso l’Università di Perugia, i titoli azionari del valore di euro 50.000 circa depositati sul conto titoli acceso presso la Banca Romana, purché, ottenuta la laurea, consegua il master presso un’università statunitense;
3) lasciare a Stella, badante della sorella Paolina, l’usufrutto di un piccolo appartamento a Napoli, purché continui ad assisterla per tutta la vita, e a Paolina e ai figli nascituri di Paolo la nuda proprietà, escludendo che quest’ultimo, anche in futuro, possa diventare titolare di alcun diritto reale sul medesimo e prevedendo che in ipotesi di premorienza della sorella Paolina e in caso di assenza di nati entro il 3 dicembre 2020 o di premorienza dei nati, siano beneficiari del diritto gli ex detenuti, ai quali comunque vuole lasciare la somma di euro 50.000;
4) lasciare a Filano, suo creditore per un debito di gioco, un box di sua proprietà sito in Roma alla via Nomentana n. 20;
5) lasciare all’ex coniuge Caia, ove possibile e sussistendone i presupposti, in luogo dell’assegno a carico dell’eredità, il 50% dei canoni pari ad euro 4.000,00 mensili provenienti dalla locazione dell’immobile sito in Roma alla via Tiburtina 542, la cui proprietà vuole destinare alla Alfa onlus, che si occupa della ricerca sulle cellule staminali.
Dichiara, infine, di essere beneficiario di amministrazione di sostegno nella persona di Sempronio, che si dichiara disponibile, ove necessario, a intervenire all’atto.
Il candidato, assunta la veste del notaio Romolo Romani, riceva la volontà del testatore, adeguandosi alle disposizioni inderogabili di legge e tratti in parte teorica in modo approfondito gli istituti richiamati.
Tracce di diritto civile INTER VIVOS
Tizio, sordo ma in grado di leggere e scrivere, coniugato in regime di separazione dei beni con Tizia, è proprietario esclusivo di un appartamento ad uso abitativo in Padova, acquistato nel giugno 2008 da Mevio, imprenditore, dichiarato fallito nel mese di febbraio 2009. Dopo l’acquisto e prima del fallimento, nell’appartamento si sono trasferiti la madre, morta dopo pochi giorni, e Caio, unico fratello di Tizio, avendo quest’ultimo voluto offrire loro, a titolo di comodato, detto immobile per soddisfarne le primarie esigenze abitative.
Tizio è, altresì, proprietario di un fondo in territorio di Civitavecchia, condotto in affitto da Martino, che lo coltiva direttamente. Tale fondo confina a nord con altro terreno di proprietà di Sempronio, coltivatore diretto, a sud con terreno di Filano, anch’egli coltivatore diretto, e per gli altri lati con terreni di proprietà dello stesso Tizio.
La proprietà del fondo è pervenuta a Tizio con compravendita del 15 maggio 2005, nella quale si dava atto che il prezzo, pari ad euro 100.000,00, era stato interamente pagato dal di lui padre, espressamente intervenuto e successivamente deceduto. Nel nuovo piano regolatore comunale, non ancora approvato, è prevista per detto fondo la modificazione della destinazione urbanistica da agricola a industriale.Tizio è, infine, comproprietario in ragione di 1/2 di un immobile in Firenze, per la restante quota appartenente alla moglie Tizia, condotto in locazione da Calpurnio, che vi esercita l’attività di panetteria.Tizio si reca dal notaio, manifestandogli l’intenzione di disporre in ordine ai suddetti beni nel modo seguente:
1) vendere la nuda proprietà dell’appartamento in Padova a Pomponio, riservando per sé il diritto di usufrutto e costituendo a favore di Caio il diritto di abitazione per la durata di anni dieci;
2) vendere il terreno in Civitavecchia ad Annibale;
3) acquistare la restante quota indivisa del locale adibito a panetteria.
Tizio fa presente, inoltre, al notaio che:
1) nel sopra citato atto di compravendita del terreno non fu allegato il certificato di destinazione urbanistica;
2) Martino, Sempronio, Filano e Calpurnio gli hanno manifestato verbalmente di non essere interessati all’acquisto dei suoi immobili e di essere disposti a intervenire in sede di stipula dei relativi atti, onde rendere ogni necessaria dichiarazione;
3) Pomponio e Annibale vogliono essere garantiti sulla solidità dei rispettivi acquisti.
Nel presupposto che siano presenti tutti i soggetti necessari, il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani, con studio in Roma alla via G. Induno n. 1, rediga l’atto ritenuto più rispondente alla volontà manifestatagli, motivi le soluzioni adottate, illustri gli istituti giuridici attinenti, specifichi quali documenti dovrà richiedere alle parti per la stipula e a quali controlli ed adempimenti è tenuto.
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Tizio, non vedente e non in grado di sottoscrivere, coniugato in regime di comunione legale dei beni con Caia, la quale si trova da lungo tempo all’estero, proprietario di due lotti di terreno edificabili, ciascuno di metri quadri 5.500 in Comune di Roma, denominati A e B, ha ottenuto il rilascio del permesso di costruire una palazzina per civile abitazione di cinque piani sul lotto A. I suddetti lotti sono pervenuti a Tizio, all’epoca già coniugato, in forza di permuta di bene ricevuto in successione dal padre Sempronio. Tizio aveva dato in appalto l’esecuzione dei lavori di costruzione sul lotto A alla Alfa Costruzioni s.r.l., la quale aveva già realizzato la struttura di due dei cinque piani previsti.
Tuttavia, privo di liquidità e preoccupato per la difficoltà di collocare sul mercato gli appartamenti a causa della crisi economica, Tizio ha citato in giudizio la Alfa Costruzioni s.r.l. contestando l’inesatta esecuzione dei lavori appaltati e sospendendo i relativi pagamenti. La società convenuta ha chiesto, in via riconvenzionale, la condanna dell’attore al pagamento del corrispettivo dell’appalto e al risarcimento dei danni.
A seguito di trattative, Tizio e la Alfa Costruzioni s.r.l. decidono di porre fine al giudizio pendente, con rinuncia ad ogni reciproca pretesa, stabilendo quanto segue: Tizio trasferisce alla società il lotto A, con la sovrastante costruzione, e il lotto B; da parte sua, la Alfa Costruzioni s.r.l. cede il credito di euro 1.000.000,00 dalla stessa vantato nei confronti della Beta s.r.l., con termine di adempimento al 31 dicembre 2009; in alternativa, la società propone di consegnare assegni bancari di conto corrente per pari importo e recanti la data del 31 dicembre 2009. Inoltre, Tizio intende essere garantito, riservandosi la proprietà dei lotti A e B fino al momento dell’integrale adempimento.
I contraenti, in possesso di ogni documento necessario, si recano dal notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via Induno n. 1, per stipulare il relativo atto.
Il candidato, assunta la veste del notaio, riceva l’atto richiesto e motivi le scelte adottate, trattando gli istituti attinenti.
Tracce di diritto COMMERCIALE
L’associazione di volontariato Alfa Onlus, con sede in Roma, costituita nel febbraio del 2000, non dotata di personalità giuridica ed alla quale partecipano gli associati Primo, Secondo, Terzo e Quarto, intende assumere la forma di società a responsabilità limitata, pur continuando ad operare nel settore dell’assistenza ai più deboli. È proprietaria solo di un fabbricato, sito in Roma, del valore di € 150.000,00, acquistato con i contributi degli associati.
Gli associati si rivolgono, a tal fine, al notaio Romolo Romani, con studio in Roma, Via Induno, n. 1, affinché indichi loro eventuali adempimenti necessari per procedere alla trasformazione, precisando che intendono contenere il più possibile le spese di gestione della società.
Nel presupposto di avere tutti i documenti occorrenti e dando per allegato lo statuto, il candidato, assunta la veste del notaio, rediga l’atto di trasformazione contenente gli elementi della società a responsabilità limitata da esso risultante, i quali consentano di mantenere lo status di onlus o, in subordine, di impresa sociale.
Nella parte teorica, il candidato giustifichi le soluzioni prescelte, illustri gli istituti giuridici attinenti, con particolare riguardo alla trasformazione da associazione in società di capitali, evidenziando, inoltre, le principali differenze tra impresa sociale e onlus.
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La Immobiliare Gamma s.r.l. in liquidazione, con sede in Roma, ha un capitale di euro 2.100.000, diviso in parti uguali tra la Alfa s.r.l. (società capogruppo che esercita attività di direzione e coordinamento), Secondo e Terzo.
Il 5 marzo 2009 è stato approvato il bilancio relativo all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2008, dal quale risulta che la società:
1) ha riserve disponibili pari ad euro 250.000;
2) ha unicamente perdite di esercizio pari ad euro 850.000.
Su indicazione dei sindaci, sarebbe conveniente per la società contenere i costi di gestione.
Inoltre, su richiesta del socio Alfa s.r.l., si vorrebbe smobilizzare parte del capitale per un diverso e più remunerativo utilizzo da parte dei soci.
I soci, riunitisi senza convocazione presso lo studio del notaio Romolo Romani, sito in Roma, via G. Induno n. 1, assente il liquidatore Tizio e in presenza dell’intero collegio sindacale, intenderebbero unanimemente ridurre il capitale ad euro 100.000, attribuendo alla Alfa s.r.l. un terreno avente destinazione industriale del valore accertato di euro 600.000, a Secondo un appartamento del valore accertato di euro 400.000 e a Terzo altro appartamento di uguale valore accertato, con contestuale conguaglio in danaro a carico della Alfa s.r.l.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, dopo aver acquisito ogni documento necessario e sul presupposto della disponibilità dei soci ad adeguarsi ai suoi suggerimenti, riceva a verbale la decisione, giustifichi le soluzioni adottate ed illustri le questioni e gli istituti giuridici coinvolti.