Scritto da Massimiliano Caruso su 13 Marzo 2010
In materia testamentaria, ove l’istituito produca in giudizio una fotocopia di un frammento dell’originale della scheda, strappato in una sua parte in modo tale che non sia possibile ricostruirne l’esatto contenuto, deve ritenersi ammissibile la prova per testimoni finalizzata, da un lato, a dimostrare - ai sensi dell’art. 684 cod. civ. - che la distruzione o cancellazione parziale del testamento non costituisce espressione di un’effettiva volontà di revoca e, dall’altro, che il mancato reperimento dell’originale della scheda non è addebitabile - ai fini di cui agli artt. 2724, n. 3), e 2725 cod. civ. - a responsabilità dell’istituito medesimo.
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Scritto da Massimiliano Caruso su 13 Marzo 2010
In materia di successione ereditaria, l’erede legittimario che sia stato pretermesso acquista la qualità di erede soltanto dopo il positivo esercizio dell’azione di riduzione; ne consegue che, prima di questo momento, egli non può chiedere la divisione ereditaria né la collazione dei beni, poiché entrambi questi diritti presuppongono l’assunzione della qualità di erede e l’attribuzione congiunta di un asse ereditario.
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Scritto da Massimiliano Caruso su 13 Marzo 2010
In tema di petizione ereditaria, ai fini della salvezza dei diritti acquistati dal terzo per effetto di convenzione a titolo oneroso contratta con l’erede apparente, è necessario che lo stesso terzo, ai sensi dell’art. 534, comma secondo, cod. civ., assolva all’onere di provare la sua buona fede all’atto dell’acquisto, consistente nella dimostrazione dell’idoneità del comportamento dell’alienante ad ingenerare la ragionevole convinzione di trattare con il vero erede, nonché dell’esistenza di circostanze indicative dell’ignoranza incolpevole di esso acquirente circa la realtà della situazione ereditaria al momento dell’acquisto.
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